domenica 27 dicembre 2009

Oggi parliamo di Parabrezza

I parabrezza di questi modelli erano decisamente semplici
quasi sempre costruiti in due parti, una inferiore, fissata
alla carrozzeria e una superiore basculante, per proteggere
dal vento e dalla pioggia frontale.
Nello schizzo sottostante è illustrato un parabrezza
per il modello Torpedo di una 172M.















Il vetro dello dello spessore di 6 millimetri (non stratificato)
è contenuto da un telaio in ferro, cromato dello spessore
di un millimetro.
Il telaio è generalmente formato da un profilato a U
con lato di 15 millimetri e una spalla di 10.
Opportunamente sagomato nella parte inferiore per
seguire il profilo della vettura .
Il tutto era fissato alla carrozzeria tramite due supporti
laterali esterni in ferro e avvitati alla struttura da tre bulloni
per ogni lato .

Nella parte interna dei montanti in ferro, venivano posizionati
dei longheroni in legno duro che opportunamente lavorati
facevano combaciare perfettamente il telaio del vetro evitando
infiltrazioni e dando solidità al tutto.

Dato che la mia vettura non aveva parabrezza, mi sono basato
su disegni e foto di altre vetture per ricostruire piu fedelmente
possibile il telaio.
Direi che il risultato è decisamente soddisfacente.

Ho deciso di utilizzare come base per il profilato
dell' Acciaio inossidabile 304 in quanto non richiede cromatura.
Purtroppo in commercio non esiste un profilato con quelle
misure e quindi ho dovuto fabbricarlo in modo artigianale
poi successivamente sagomarlo e saldarlo a misura.

La parte piu difficile è stata la curvatura della parte inferiore
che deve seguire l' andamento della carrozzaria.
Dovo diversi tentativi, ho trovato il giusto algoritmo.
Con una pressa ho eseguito la curvatura.















Dopo aver saldato i vari pezzi ho provveduto a sistemarli
in posizione e creare una dima in compensato che riproducesse
il vetro, questo mi è servita per avere le misure esatte del
nuovo vetro (ricavato da una lastra da 6mm )
















Ed ecco la parte alta basculante































Aujourd’hui nous parlons de pare-brise

Les pare-brise de ces modèles étaient extrêmement simples,
presque toujours montés en deux parties, la partie inférieure
fixée à la carrosserie et la partie supérieure inclinable,
pour protéger du vent et de la pluie de face.
Dans l’esquisse ci-dessous, on peut voir l’illustration
d’un pare-brise pour le modèle Torpedo 172M.

Le verre d’une épaisseur de 6 millimètres ( non stratifié)
est fixé à un cadre en fer, chromé sur une épaisseur
de 1 millimètre.
Le cadre est généralement formé d’un profilé en forme de U
de 15 millimètres de côté et un épaulement de 10.


Il est dessiné de façon très judicieuse dans sa partie inférieure
pour suivre le profil de la voiture
Le tout est fixé à la carrosserie grâce à des supports latéraux
externes en fer vissés à la structure par trois boulons
de chaque côté.
Dans la partie interne des montants en fer, des longerons
de bois dur travaillés avec soin ont été installés pour faire
s’épouser parfaitement le cadre et le verre de façon
à éviter les infiltrations et à donner de la solidité à l’ensemble.


Vu que ma voiture n’avait pas de pare-brise, je me suis
basé sur des dessins et des photos d’autres voitures pour
reconstruire le plus fidèlement possible le cadre.


Je dirais que le résultat est tout à fait satisfaisant
Pour la base du profilé, j’ai décidé d’utiliser de l’acier
inoxydable 304 car il ne nécessite pas de chromage.
Malheureusement, dans le commerce, il n’existe pas
de profilé de ces dimensions ; j’ai donc été obligé
de le fabriquer de façon artisanale et ensuite de
le former et le souder sur mesure.
Le plus difficile a été la courbure de la partie inférieure
qui doit suivre la forme de la carrosserie. Après plusieurs
tentatives, j’ai trouvé la bonne méthode et j’ai fait
la courbure avec une presse.


Après avoir soudé les différents morceaux, je les ai mis
en place et pour compenser l’absence de vitre, j’ai fabriqué
une forme. Elle m’a aidé pour avoir les dimensions exactes
de la nouvelle vitre ( extraite d’une plaque de 6mm).

domenica 23 agosto 2009

Tableau de Distribution

Il "Cruscotto" di queste vetture era assai semplce e nelle vetture più
economiche era montato solo un pannello per distribuzione elettrica.

La mia vettura monta un pannello DUCELLIER tipo: Z521,_
Il Supporto era quasi sempre in legno (probabilmente noce) avvitato
alla parte anteriore della "cassa" anche essa in legno e ricoperta da una
lamiera dello spessore di un millimetro.

Su questo erano alloggiati : Supporto piantone dello sterzo,
Pulsante accensione motore (opzionale)
Regolazione dell' aria al carburatore, la piastrina con il numero
di costruzione e l'immancabile immagine si S.Cristogoro.

Ecco il "Cruscotto" come si presentava prima del restauro.




















Un dettaglio del " Tableau de distribution"



















Purtroppo il materiale di base (zama presumo) era in pessimo stato
e si sbriciolava al solo tatto.

Impiegai parecchio tempo a smontarlo, ma salvai sia la piastra in ottone
che la parte posteriore che formava un rudimentale "Circuito stampato"
 posizionato su un blocchetto di (masonite, resina fenolica ?)

Decisi di creare un disegno in CAD 3D per la ricostruzione
della parte frontale e per le leve anche esse rotte purtroppo.

Ecco un render del disegno e il pannello rifatto in alluminio



Il pannello è stato "autosctruito" e fresato con misure identiche all' originale.
Chi volesse o avesse maggiori informazioni può contattarmi via mail.

Purtoppo le leve sono spaccate ma è mia intenzione riprodurle in fusione
di alluminio, per la quale mi sto documentando.

Non sarà sicuramente conveniente studiere le tecnicche di fusione
ll'alluminio, preparare gli stampi per 2 soli pezzi, ma sicuramente
piu divertente e di maggior soddisfazione che farlo fare ad altri.


Vi illustreo i risultati ottenuti in seguito.



Ed ecco come si presenta oggi il cruscotto dopo dopo essere passato nelle mani dell'amico Rodolfo.















Tableau de distribution Le « tableau de bord » de ces voitures
était très simple et sur les voitures les plus économiques,
 ils avaient seulement monté un panneau pour la distribution électrique.
Ma voiture est équipée d’un panneau Ducellier type Z521
Le support était presque toujours en bois ( probablement du noyer )

vissé sur la partie antérieure de la caisse, elle aussi en bois et recouverte
d’une plaque de métal d’une épaisseur de 1 millimètre
Sur ce support étaient logés : le support de la direction, le bouton de

d’allumage du moteur (optionnel), régulation d’air du carburateur,
la plaque avec le numéro de construction et l’inévitable image de Saint Christophe.


Photo une : voici le tableau de bord tel qu’il se présentait avant la restauration


Photo 2 : Un détail du panneau de distribution


Malheureusement, le matériel de base était en très mauvais état ( la rouille je suppose) et tombait en miettes au seul contact

J’ai passé pas mal de temps à le démonter mais j’ai sauvé aussi bien la plaque en laiton que la partie postérieure qui formait un « circuit rudimentaire » posé sur un petit bloc de ( masonite ? résine phénolique ? )

J’ai décidé de créer un dessin avec CAD 3D pour la reconstruction de la partie avant et pour les manettes malheureusement cassées elles aussi.

Voici le rendu du dessin et le panneau refait en aluminium.

Le panneau a été « autosctruito » et fraisé avec des mesures conformes à l’original. Ceux qui voudraient ou auraient d’autres informations peuvent me contacter par mail.

Malheureusement les manettes sont cassées mais mon intention est de les reproduire en fusion d’ aluminium pour laquelle je suis en train de me documenter.
Ce ne sera certainement pas d’étudier les techniques de fusion d’aluminium, préparer les empreintes seulement pour deux pièces mais certainement plus amusant et plus satisfaisant que de le faire faire à d’autres.

Je vous communiquerai les résultats en image par la suite.

Et voici comment se présente le tableau de bord aujourd’hui après être passé entre les mains de l’ami Rodolphe.















































































lunedì 17 agosto 2009

I Primi Lavori

Uno dei primi lavori eseguiti è stato quello di fotografare i pezzi in modo
da ricordarne l'esatta disposizione. Quando si smonta una vettura si
sa quando si inizia ma è difficile fare previsione realistiche e quindi
si dimentica presto l' ordine mantenuto per lo smontaggio.

Il carburatore è stato uno dei pezzi smontati per primi e portato
dall' amico Valerio, un abilissimo carburatorista della mia epoca
il quale ha fatto un magnifico lavoro che potete vedere dalle foto.



Ecco come si prentava prima e dopo la cura

Il modello è uno: Zenith 22HAK n. di costruzione 16158 completamente in bronzo, unica pecca era che il galleggiante all' interno aveva lo spillo ed il meccanismo di sollevamento rovinati.


RADIATORE

Anche il radiatore era in uno stato di conservazione abbastanza scarso, per quello che riguarda la batteria radiante, ma ottimo nel suo complesso.

E' stato tenuto il telaio e ricostruito interamente il resto con una serpentina leggermente maggiorata in modo da aumentare la circolazione che su queste vetture è a circolazione naturale.


Trovata la corretta posizione ho deciso di procedere al rifacimento del parafiamma abbastanza rovinato ma non da essere sostituito completamente, quindi sarà da valutare se tenere il suo originale.



































mercoledì 15 luglio 2009

Storia della Vettura (Histoire de la voiture)

La curiosità è sempre stata una mia mania, quindi la scoperta
di alcune scritte sulle fiancate,
(quasi illeggibili al momento della scoperta)
ma che grazie alla buona vista di mia figlia erano state individuate
sotto uno spesso strato di vernice, mi entusiasmò moltissimo .





















Cercai sulla carta geografica la città di Libourne e inviai diverse
mail alle varie associazioni con indirizzi reperiti in rete,
alla fine ottenni una risposta da un gentilissimo architetto
francese che in seguito ad una sua ricerca, aveva rintracciato
i figli del propietario della vettura.

























Nel frasttempo mi misi alla ricerca di informazioni per
cercare di capire come il numero di targa della vettura
avesse una eventuale attinenza al compartimento di appartenenza.

I numeri di targa ritrovati non appartenevano ad una sola targa, ma bensì
a due una verniciata sull'altra. La prima targa visibile era: 3730-GA9 .

Dal 1901 al 1928 le targhe francesi erano nere a numeri bianchi e subirono
alcune variazioni nel corso degli anni alla numerazione.


Dal 1914 al 1928 la numerazione andava da 1 a9999 +una lettera + una cifra.

(1928 - Mise en place du second système d'immatriculation qui devient
départemental. La Gironde se voit affecter la combinaison GA.
Le système débute donc à 1 GA et c'est une Panhard et Levassor X 59
numéro de série 70283 appartenant à Monsieur Terpeneau Franck
domicilié à Paillet qui hérite de ce numéro. Ce véhicule sera vendu à
Monsieur Ardillier Marcel demeurant à Langoiran le 28 janvier 1931.
Le 9999 GA étant atteint, on y greffe un chiffre tournant de 1 à 9 ce
qui donne les séries 1 GA1 à 9999 GA1 puis 1 GA2 à 9999 GA2
et ainsi de suite jusqu'à 9999 GA9. Ce numéro ayant été atteint
avant 1950, la Gironde à ensuite hérité de la combinaison GC.
Lors de la mise en place du nouveau sytème en 1950,
la Gironde en est à 6387-GC5.)
documentazione attinta da (http://www.autoperiph.com/datgir.php)

Quindi quella targa era posteriore al 1931, ma anteriore al 1950.
Da ulteriori ricerche risulterebbe che la numerazione 1GA9 partì
dal 1/maggio/1937 e si concluse il 1/agosto/1938,
data in cui il compartimento inserì la nuova numerazione 1GC.
Quindi il passaggio di proprietà e il relativo cambio targa
è da collocarsi entro tali date.

Ma sotto quel numero, guardando con attenzione, risultava una seconda targa
verniciata con vernice molto piu resistente e con pallini di smalto rosso
(rifrangente presumo )














Ripulita la vernice superficiale riappare una targa sicuramente antecedente
e probabilmente di un precedente propietario.
6483-T3 una targa del compartimento di: Tarn et Garonne che andavano
dal numero 5501-T3- del 23 dic 1923
al numero 9999-T3- del 07 marzo 1928
(fonte http://immat1901.free.fr/)
Quindi la vettura era sempre rimasta nella stessa zona ed è possibile
avere conferma alla datazione della medesima risalendo anche
dal n. di costruzione 73.716 che la mette a cavallo fra il dicembere 1924
ed il gennaio 1925.
Ulteriore conferma viene dalla pagina web:http://immat1901.free.fr/index2.html
che riporta i seguenti numeri di targa con  datazione certa
6400-T3  del 17 Dic.1924
6500-T3  del 27 Genn 1925



Histoire de la voiture
La curiosité a toujours été une de mes manies. J’ai donc été soulevé d’enthousiasme lorsque des inscriptions sont apparues sur les flancs ( presque illisibles à ce stade de la découverte) mais qui ont été repérées grâce à la bonne vue de ma fille sous une épaisse couche de peinture.

J’ai cherché sur la carte de géographie la ville de Libourne et j’ai envoyé des mails à différentes associations en repérant les adresses sur le NET. A la fin, j’ai obtenu une réponse d’un architecte français très gentil qui à la suite de ses propres recherches avait retrouvé le fils du propriétaire de la voiture.

Dans le même temps, je suis parti à la recherche d’informations pour essayer de comprendre si le numéro de la plaque d’immatriculation appartenait bien à cette voiture.

Les numéros retrouvés n’appartenaient pas à une seule plaque mais à deux plaques peintes l’une sur l’autre. La 1ère est : 3730-GA9

De 1901 à 1928, les plaques d'immatriculation françaises étaient noires avec les numéros en blanc et elles subirent de nombreux changements pour la numérotation dans les années suivantes

De 1914 à 1928, la numérotation se faisait de 1à9999+1 lettre+1 chiffre

En 1928, mise en place du second système d’immatriculation qui devient départemental ; la Gironde se voit affecter la combinaison GA.

Le système débute donc avec 1GA et c’est une Panhard et Levassor-59 n°de série 70283 appartenant à Monsieur Terpeneau Franck domicilié à Paillet qui hérite de ce numéro. Ce véhicule sera vendu à Monsieur Ardillier Marcel demeurant à Langoiran le 28 janvier 1931.

Le 9999 GA étant atteint, on y greffe un numéro un chiffre tournant de 1 à 9 ce qui donne les séries 1 GA1 à 9999 GA1 puis 1 GA2 à 9999 GA2et ainsi de suite jusqu'à 9999 GA9. Ce numéro ayant été atteintavant 1950, la Gironde à ensuite hérité de la combinaison GC.Lors de la mise en place du nouveau système en 1950,la Gironde en est à 6387-GC5.)
documentation obtenue sur
(http://www.autoperiph.com/datgir.php)
Donc cette plaque était postérieure à 1931 mais antérieure à 1950. Des recherches ultérieures ont montré que la numérotation 1GA9 allait du 1er mai 1937 au 1er août 1938, date le département adopte le 1GC. Le changement de propriétaire et le changement relatif de plaque est à placer entre ces deux dates.

Mais si on regarde avec attention, on découvre que sous ce numéro, une autre plaque peinte avec une peinture beaucoup plus résistante et avec des petites boules rouges réfléchissantes.

En enlevant la peinture superficielle, une plaque précédente apparaît et certainement d’un propriétaire précédent m : 6483-T3 une plaque du Tarn et Garonne qui allaient du numéro 5501-T3- à partir du 23 dec 1923au numéro 9999-T3- jusqu’au 07 mars 1928
Source :
http://immat1901.free.fr/

Donc la voiture est toujours restée dans la même région et il est possible d’avoir confirmation de sa datation exacte en remontant à son numéro de construction 73.716 qui la situe à cheval sur décembre 1924 et janv 1925.

lunedì 13 luglio 2009

Un bel profilo a sorpresa (Surprise : un beau profil !)

Dopo un accurato lavaggio con lancia ad alta pressione a temperatura di 80° dentro e fuori si nota il bel profilo della vettura, graziosa e semplice allo stesso tempo.


Ma la sorpresa maggiore viene dopo aver strofinato per un po le fiancate!!!!
Appare in sottofondo una scritta, prima abbastanza misteriosa.


Preso batuffolo di cotone inbevuto con diluente nitro e carta vetro a grana mille inizio a strofinare.

Una bella scritta a tre colori riappare miracolosamente!!

BOULANGERIE L. LABARTHE AVENUE DE Verdun LIBOURNE

Ecco ritrovato il vecchio propietario della vettura.

Surprise : un beau profil !

Lavage avec une lance à haute pression 80° ; apparaît une inscription ; avec chiffon imbibé de diluant et du papier de verre, je frotte et je lis :

Boulangerie L.LABARTHE Avenue de Verdun LIBOURNE

Enfin trouvé l’ancien propriétaire de la voiture !


Primi passi (Les premiers pas)











Dopo un po di tempo passato a leggere imanuali
fotografare i singoli pezzi per ricordarne la posizione
ho iniziato a ripulire un po la struttura, in ogni singola parte.

Spazzolino in bronzo e bomboletta di sbolccante e via a caccia
di cerniere, bulloni, dadi, e tutto quello che poteva essere
"Ammorbidito" da quel fantastico prodotto.

















Dopo aver consumato svariate bombolette ed ammorbidito
tutto quello che trovavo a portata di tiro utile, ho deciso
di iniziare lo smontaggio, questo per rendermi conto
di come erano assiemati i singoli pezzi.
Per prima cosa lo smontaggio del cofano motore, il radiatore,
il parafango anteriore destro e infine il motore.
















Lo smontaggio del motore ha richiesto circa una giornata,
per prima cosa lo smontaggio dei vari pezzi della trasmissione
(albero e pedaliera) lo smontaggio del motorino di avviamento
(opzionale in quei tempi) di solito si avviavano
con un colpo di mannovella.

Una volta imbragato e sollevato con il giraffino
il morote è stato posizionato sul cavalletto rotante
(un motore pesantissimo)














Ho iniziato lentamente a smontare ogni singolo pezzo,
viti, dadi, bulloni, boccole ecc.

Le bombolette di sbloccante e una pistola pneumatica
battente hanno fatto miracoli!!!!
Smontato tutto il motore, albero e pistoni compresi.
Unico inconveniente ,la rottura di due prigionieri del
supporto superiore del raccordo al radiatore.
Cosa di poco conto se si considera che era un motore
alluvionato e fermo dal 1944 (presumo)

l'uso della pistola battente mi era stato consigliato da
un amico "anziano meccanico" Saggio suggerimento !!!



L albero motore è ancora in ottime condizioni e non
sarà rettificato, saranno sostituiti solo i due supporti
di banco che per fortuna sono due semplici cudcinetti,
mentre alle bielle dovrà essere riportato
il metallo bianco di bronzina.

Lo smontaggio dei pistoni ha richiesto parecchia pazienza,
ma alla fine si è dimostrata utile.

Con il motore ruotato sotto sopra e montato sul cavalletto
si è proceduto a sbloccare albero,pistoni e bielle.
Un martello in piombo e un una serie di piccoli colpi avanti
indietro per sbloccarlo.
Dopo innumerevoli tentativi finalmente l' albero motore
inizia a muoversi.
Un lavaggio interno con benzina e gasolio hannno
fatto il resto; nessuna rottura o rigatura ai cilindri
pistoni e fasce elastiche uscite integre.















Ora si trattava di riordinare un poco le idee evitando
di smontare altri pezzi, troppe cose in giro fanno
confusione e sicuramente poi si perdono.


I Camaleonti , ovvero
La Legge di Conservazione delle Masse
Sono dette "Camaleonti" tutte quelle parti minute ma a volte anche
di notevoli dimensioni , che appena smontate con
una immane fatica, pazienza e posate sul tavolo,
immediatamente si mimetizzano con l ambiente circostante.
A nulla vale la ricerca anche sistematica del pezzo smarrito.
La legge di conservazione delle masse dice che teoricamente
esistono due principi di conservazione:
Conservazione locale
(tutti i pezzi smontati sono al loro posto nello scaffale e sotto controllo)
e quella della
Conservazione non locale
(cioè: ti sei perso quei pezzi minuscoli e importantissimi)
Ricordatevi inoltre che la "Sublimazione dei metalli" è un
fenomeno normale in questo tipo di attività;
ma la cosa piu sorprendente è che questi oggetti
si rimaterializzano come per incanto dopo svariati
mesi di ricerca e proprio nei posti piu imprevisti
(legge della conservazione "Non Locale")
Dato che alcuni pezzi sono passati allo stato di
"conservazione non locale", decido quindi di sospendere
lo smontaggio di altre parti e di passare alla ricostruzione
e alla revisione di alcune parti.
_
Les premiers pas
Après un peu de temps passé à lire les manuels, photographier les pièces pour me souvenir de leur position, je commence à nettoyer la structure pièce par pièce.

Brosse métallique et une bombe de dégrippant pour débloquer boulons, écrous, charnières…Tout ce qui pouvait être rendu plus « mou » grâce à ce produit fantastique.

Après avoir utilisé bon nombre de bombes et dégrippé tout ce qui pouvait se trouver à portée, j’ai décidé de commencer le démontage.
En premier lieu, j’ai démonté le capot moteur, le radiateur, l'aile avant droite et enfin le moteur. Ce démontage du moteur a demandé environ une journée.
En premier, j’ai fait le démontage des différentes pièces de la transmission ( arbre et pédales ) , le démontage du démarreur ( optionnel à l’époque, la plupart des voitures étant démarrées à la manivelle)

Une fois soulevé et embarqué, le moteur est installé sur un chevalet rotatif (moteur très lourd)
J’ai commencé lentement à démonter la moindre pièce, vis, écrous,
Boulons…
Les bombes de dégrippant et une dévisseuse ont fait des miracles.

J’ai démonté tout le moteur, l’arbre et les pistons compris

Seul inconvénient, j’ai cassé les 2 supports supérieurs qui permettent de tenir le radiateur : peu de choses si on considère que le moteur a été retrouvé dans l’eau et qu’il n’a pas marché depuis 1944
L’utilisation d'une clé à choc pneumatique m’a été conseillé par un ami ancien mécanicien : sage conseil !
L’arbre moteur est encore en excellent état et ne sera pas touché ; seuls les 2 supports seront changés et par chance ce ne sont que deux simples petits coussins. Il faudra apporter aux bielles le métal blanc (régule) des coussinets,
Le démontage des pistons m’a demandé beaucoup de patience mais à la fin cela s’est avéré payant.
Avec le moteur tourné sens dessus dessous sur le chevalet, on a procédé au déblocage du vilebrequin, des pistons et des bielles.
Petit marteau en plomb et une série de petits coups en avant et en arrière pour le débloquer.
Après d’innombrables tentatives, l’arbre moteur commence à bouger
Un lavage interne à l'essence et au gaz-oil fait le reste : ri cassure, ni rayure sur les cylindres des pistons et même les segments sont intacts.

Aujourd’hui, il s’agit de mettre de l’ordre dans les idées en évitant de démonter d’autres pièces. Trop de choses alentour font confusion et risquent de se perdre par la suite.


























L'entusiasmo e le delusioni (L’enthousiasme et les déceptions)


Quando si ha un modello del gene fra le mani, è normale avere l'entusiasmo alle stelle e quindi mi gettai a capofitto alla ricerca di informazioni.

La prima cosa che feci, fu una ricerca genrica sui modelli prodotti da Peugeot prima della seconda guerra mondiale. Tutte informazioni reperetite su internet o tramite amici appassionati.

Devo dire che non sono uno sprovveduto in fatto di restauro, la mia esperienza su vecchie Fiat 500 Giardiniera risale agli anni 70; ma la mia esperienza su questo specifico modello era praticamente nulla.

Riuscii a trovare il mio primo manuale (in originale del gennaio 1925) reperito in USA
"L'équipement électrique de votre Peugeot 5 CV" (lo troverete pubblicato piu avanti)

In seguito ritrovai ulteriori manuali in fotocopia in Olanda.
Gli spaccati del motore ben disegnati, per i modelli della 5-6-8-9-10-11-12 CV .
Una vera manna.

Un valido aiuto lo trovai su un sito francese: http://quadrilette.reseaulocal.fr/
che mi ha permesso di ottenere informazioni molto importanti.
Ringrazio il caro Georges per le informazioni ricevute e per i consigli.
Trovai anche dei pezzi di ricambio interessanti, ma come spesso succede quando uno è troppo preso dall entusiasmo e dalla paura di dover perdere un pezzo "Importantissimo ed Introvabile" si fanno degli errori grossolani.

Per questo consiglio a tutti di valutare bene prima di comperare. Certo si puo rivendere il pezzo sbagliato , ma non è cosi facile come può sembrare a prima vista e alcune volte si è costretti a rimetterci anche qualche soldino.
_
L’enthousiasme et les déceptions
Quand on a un modèle de ce genre entre les mains, c’est normal d’avoir un enthousiasme jusqu’aux étoiles, je me jetai donc à corps perdu dans la recherche d’informations.

La première chose que j’ai faite a été une recherche générique sur les modèles produits par Peugeot avant 2ème guerre mondiale par Internet et grâce à des amis passionnés

En matière de restauration, je ne pars pas de rien ; j’ai restauré des Fiat 500 jardinière depuis les années 70 mais sur ce genre de véhicule, je n’ai aucune expérience.

J’ai réussi à trouver le premier manuel ( original 1925) répertorié aux USA
« l’équipement électrique de votre Peugeot 5 CV » ( vous le trouverez plus loin)

Par la suite j’ai retrouvé d’autres manuels en Hollande : les coupes du moteur dessinées pour les modèles 5-6-7-8-9-10-11-12 CV : une vraie manne.

J’ai également trouvé une aide précieuse sur un site français :
http://quadrilette.reseaulocal.fr
qui m’a permis d’obtenir des informations très importantes
Je remercie le cher Georges pour les infos reçues et les conseils

J’ai trouvé également des pièces de rechange intéressantes mais comme ça arrive souvent quand on est trop enthousiastes ou qu’on a peur de perdre une pièce très importante et introuvable, on fait des erreurs grossières.

Pour cela, je conseille à tout le monde de bien évaluer avant d’acheter (excellent conseil : NDT….) Certainement on peut revendre la pièce achetée par erreur mais ce n’est jamais bien facile et on peut y perdre quelques sous.



Benvenuti (Bienvenue)

La decisione di aprire questo blog è nata dal desiderio di rendere
partecipi altre persone con la mia stessa passione:
Il restauro di una vecchia auto anteguerra.

Una Peugeot 172 BC "Boulanger".
una delle prime "Furgonette" utilizzate dai panettieri
francesi per la consegna del pane a domicilio.


Questa vettura ritrovata per caso in Francia dall'amico Pinuccio,
verrà restaurata e riportata al suo antico splendore.
Anche se 85 anni sono una bella e veneranda età!!

Nei prossimi capitoli verrà descritta ogni attività legata alla ricerca
storica e al restauro dei singoli pezzi.
Spero che queste pagine possano essere utili anche ad altri
appassionati di auto anteguerra
Cordialmente
Stefano Sanna
_



Bienvenue
La décision d’ouvrir ce blog est née du désir de faire participer d’autres personnes à ma passion : restauration d’une vieille auto d’avant guerre.

Une Peugeot 172 BC « Boulanger »
Une des premières fourgonnettes utilisées par les boulangers français pour la livraison du pain

Cette voiture retrouvée par hasard par mon ami Pinuccio sera restaurée et ramenée à son ancienne splendeur, même si 85 ans c’est un bel âge vénérable.
Dans les chapitres suivants, je décrirai l’activité liée à la recherche historique et à la restauration des pièces une à une.
J’espère que ces pages seront utiles à d‘autres passionnés des autos d’avant-guerre

Cordialement
Stefano Sanna